La Scuola restaura alcuni sontuosi volumi sul prosciugamento del Fucino

Data: 14/11/2022

Atlante in formato monumentale prosciugamento del Lago Fucino.

atlante in formato monumentale dell’opera di Alexandre Brisse e Léon De Rotrou, i due ingegneri che diressero la colossale impresa di prosciugamento del Lago Fucino.

Come Istituzione scolastica proprietaria, il “Torlonia-Bellisario” ha finalmente avviato il restauro dei tre volumi in formato monumentale dell’opera di Alexandre Brisse e Léon De Rotrou, i due ingegneri che diressero la colossale impresa di prosciugamento del Lago Fucino.

Antico disegno del Fucino

Antico disegno del Fucino

Volume II in formato monumentale prosciugamento del Lago Fucino.

volumi in formato monumentale dell’opera di Alexandre Brisse e Léon De Rotrou, i due ingegneri che diressero la colossale impresa di prosciugamento del Lago Fucino.

Atlante in formato monumentale prosciugamento del Lago Fucino.

atlante in formato monumentale dell’opera di Alexandre Brisse e Léon De Rotrou, i due ingegneri che diressero la colossale impresa di prosciugamento del Lago Fucino.

Si tratta di una rara edizione del 1883 di grandi dimensioni (in 2° massimo), conservata presso il Liceo Classico. È costituita da due volumi di testo (in italiano e francese), contenenti il dettagliato resoconto dei lavori compiuti oltre a una storia del prosciugamento dall’epoca romana fino al 1852, e da un bellissimo Atlante di tavole litografiche, in gran parte a colori, che riproducono carte geografiche e piante della zona, progetti, disegni di macchinari e altro ancora. I tre pregiati esemplari conservano ancora agli angoli della coperta grandi borchie dorate con impresso il monogramma dell’artefice di quell’opera idraulica, Alessandro Torlonia.

 

Come spiega il Dirigente Scolastico Damiano Lupo, «i volumi non versavano in buone condizioni, soprattutto l’Atlante. Dato l’altissimo valore artistico, storico, tecnologico e antropologico dell’opera per il territorio e non solo, si è inteso procedere al restauro e a una conservazione appropriata, affinché i libri fossero restituiti alla conoscenza e alla consultazione degli studenti e della cittadinanza tutta. Il progetto originario, cui ha dato un contribuito anche la ex-DS Anna Maria Fracassi, prevedeva la realizzazione di due teche nelle quali esporre i volumi cartacei e di due totem per la fruizione digitale dei contenuti, consentendo così di poterli conoscere e apprezzare preservando l’opera originale. Grazie ai fondi concessi dalla Fondazione Carispaq, la Scuola è stata in grado di eseguire l’intervento di restauro e la digitalizzazione dei libri, ma le risorse reperite non sono state purtroppo sufficienti per creare anche le due postazioni. Ciononostante, spero vivamente che questo restauro attiri l’attenzione dei cittadini a visionare un’opera che rappresenta una parte fondamentale del nostro patrimonio storico».

Del lavoro si sta occupando Monica Palari, professionista abilitata Mibact nel restauro di Materiale Cartaceo e Fotografia Storica, con l’autorizzazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Abruzzo e del Molise.

L’esperta restauratrice fa sapere che «tutto procede come da progetto, anche se ci sono state delle difficoltà inaspettate sull’Atlante, che dei tre volumi era quello che necessitava di un restauro completo. Purtroppo, non era previsto che le preziosissime carte di sguardia – carte decorate con inserti in filo di seta dorato – fossero incollate per intero ai piatti della coperta e, dovendo cucirle necessariamente al blocco delle carte, sto effettuando questa delicata operazione con una serie di passaggi ulteriori, che hanno allungato la durata del mio intervento di una settimana circa. Il restauro sta comunque andando avanti bene, benché le carte della fine dell’Ottocento non siano facili da restaurare, in quanto le cartiere avevano già cominciato a usare legnina nella polpa per fare la carta, un elemento molto più instabile e più problematico in termini di conservazione rispetto al cotone. Ma sapevo che avrei dovuto affrontare la cucitura degli strappi e il riempimento delle lacune con l’approccio che uso ormai da anni per le opere moderne dell’Ottocento e del Novecento; un tipo di restauro più teso alla conservazione che all’estetica, perché i materiali a noi più vicini per età sono in realtà molto più degradabili e ossidabili dei materiali antichi: per capirsi, una carta del secolo XVI non presenterà mai gli stessi danni di usura e ossidazione delle carte usate dall’inizio del XIX in poi».

Approfittando del fatto che il laboratorio di restauro è stato allestito all’interno del Liceo Classico, abbiamo in programma una serie di incontri formativi per permettere agli alunni del Classico e dell’Artistico un’osservazione partecipante del lavoro della restauratrice, offrendo loro la possibilità di avvicinarsi a quest’affascinante e non comune professione. Alcune classi cominceranno quest’attività nei giorni di martedì 15 e giovedì 17 novembre.